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Cari amici e compagni
Come sapete si è insediato in questi
giorni presso la Direzione Generale delle Risorse Umane e delle
Professioni Sanitarie il tavolo Ministero – Regioni sulle problematiche
connesse alla figura dell’operatore socio sanitario.
Insieme alla UIL FPL erano presenti
all’incontro tutte le organizzazioni sindacali firmatarie del ccnl 2006
– 2090 del comparto, i rappresentanti del Migep, le Presidenti dell’Ipasvi
e della Fnco.
Per la Commissione regionale,
appositamente designata, erano rappresentate le regioni Veneto e
Lombardia; mancavano la Campania e la Toscana.
Così come concordato con il nostro
Coordinamento Professionale, abbiamo cercato di portare subito la
discussione su un piano di concretezza, partendo dalla situazione
attuale e individuando le criticità che sono andate evidenziandosi nei
quasi dieci anni trascorsi dall’accordo istitutivo.
I punti principali dai noi indicati
come bisognevoli di attenzione sono i percorsi formativi, l’inserimento
nelle equipe assistenziali, le competenze, l’aggiornamento, il
completamento dei percorsi di riqualificazione.
Abbiamo invece chiarito di ritenere
sterile il ripetersi di dibattiti finalizzati a rimettere in
discussione, ogni volta, l’esistenza stessa del profilo dell’operatore
socio sanitario o a proporre radicali modifiche legislative quando sulla
base dell’attuale regolamentazione non c’è stato ancora il pieno
dispiegamento delle potenzialità della figura e un suo omogeneo
inserimento nei percorsi assistenziali.
A questo proposito ci è sembrato
opportuno ricordare anche la vertenza unitaria che portò col ccnl del
2001 al riconoscimento contrattuale del profilo, scelta della quale
riconfermiamo la validità e l’obiettivo, e i recenti lavori del Comitato
Nazionale delle Scienze Infermieristiche ed Ostetriche che ponevano
“l’inserimento degli operatori di supporto all’assistenza nelle equipe
infermieristiche e/o ostetriche” al primo punto nelle linee per la
riprogettazione dell’organizzazione assistenziale nelle Aziende
Sanitarie come elemento indispensabile “per superare una presa in carico
infermieristica e ostetrica oberata a tutt’oggi da prestazioni
improprie”.
Abbiamo quindi auspicato che i lavori
condotti al tavolo possano portare alla condivisione di linee guida che,
nel rispetto delle prerogative e dell’autonomia delle scelte regionali,
indichino criteri generali per il governo delle questioni più
importanti.
Un primo giro di interventi di
carattere generale sulle tematiche professionali e organizzative si è
svolto in un atmosfera abbastanza costruttiva, fatta eccezione per
qualche sbavatura come l’esigenza che alcuni hanno avuto di rimarcare la
prevalenza della propria figura rispetto alle altre. Segnaliamo,
invece, positivamente l’intervento della Presidente dell’Ipasvi che, con
riguardo all’inserimento dell’operatore socio sanitario nelle equipe
assistenziali, ha ricordato che non tutta l’assistenza è assistenza
infermieristica e che le prestazioni di assistenza di base assegnabili
all’OSS devono trovare definizione in relazione alla complessità
assistenziale.
Nel proseguimento dell’incontro la
discussione si è quindi focalizzata sul tema della formazione. La nostra
organizzazione si è espressa in ordine all’opportunità di ridare un
indirizzo e uniformità ai criteri formativi, troppo sfilacciati e
frammentati nelle varie impostazioni regionali e, purtroppo, non sempre
come risposta ad apprezzabili specifiche esigenze locali.
Abbiamo anche rappresentato alcune
carenze in materia di qualità e controllo, specie quando i percorsi
formativi sono stati affidati dalle regioni a soggetti privati. Gli
aspetti critici sottoposti per questa parte all’attenzione del
dibattito sono stati sia la predisposizione di percorsi scarsamente
qualificati, sia una programmazione delle persone da formare in numeri
che vanno ben oltre le reali capacità di assorbimento del mercato.
Su questo ultimo punto abbiamo appreso
che l’Antitrust starebbe maturando un orientamento contrario alla
predeterminazione di tetti per l’accesso alla formazione; resta
comunque, a nostro avviso, la necessità di trovare dei parametri che
consentano almeno una correlazione dei flussi formativi ai fabbisogni
reali, soprattutto per non alimentare il precariato e lo sfruttamento
degli operatori in particolare in alcuni settori del privato e del
privato sociale.
Le nostre valutazioni sui temi della
formazione hanno riscontrato una buona condivisione dei partecipanti.
Segnaliamo in particolare l’intervento della rappresentante della
regione Veneto che dava conto della “riappropriazione” da parte del
locale Assessorato alla salute delle prerogative in materia di
formazione, precedentemente delegate alla formazione professionale,
proprio per ovviare alle criticità sopra evidenziate.
Segnaliamo inoltre di aver appreso che
presso la regione Lombardia è già attivo un tavolo di confronto con le
OO.SS. sulle tematiche inerenti l’operatore socio sanitario, con il
quale il tavolo nazionale potrà stabilire collegamenti per una reciproca
sinergia. Siamo certi, quindi, che potremo avere in “anteprima” notizie
sullo svolgimento dei lavori dai nostri dirigenti che vi prendono parte.
A conclusione di questo primo incontro
le due tematiche che si sono evidenziate come centrali sono quella della
formazione e quella dell’organizzazione dell’assistenza, anche se su
quest’ultima il Ministero ha espresso qualche preoccupazione in ordine
ai profili di competenza del tavolo.
Il primo impegno che ci si è dati è
quello di procedere ad una verifica rispetto agli obiettivi formativi
dell’accordo Stato/Regioni del 2001 – attualità e realizzazione – ed
alla possibilità di definire una “governance” della formazione
dell’operatore socio sanitario. Le due regioni presenti si sono
impegnate a fare da tramite con il più ampio consesso regionale per la
raccolta dei dati necessari e per l’aggiornamento sui lavori svolti in
sede ministeriale.
Un analogo impegno, ovviamente nella
diversità del ruolo, riguarda anche la nostra organizzazione sia per
l’acquisizione dei dati relativi alle situazioni locali che per
l’interlocuzione con le rispettive amministrazioni regionali sugli
sviluppi che verranno via via realizzati al tavolo nazionale.
Nei prossimi giorni trasmetteremo una
apposita scheda per raccordare a livello regionale la raccolta delle
informazioni necessarie a svolgere al meglio il nostro compito, come
sempre nell’interesse degli operatori coinvolti e per il miglioramento
della qualità dell’assistenza ai cittadini.
Fraterni saluti.
Il Segretario Generale
f.to
Giovanni
Torluccio
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