Ministero-Regioni sull'operatore socio sanitario: 1° riunione tavolo di lavoro

 

Roma, 18 maggio 2010

Prot. 776/10/MVG/ac

Servizio: Sindacale

Oggetto: 1° riunione tavolo di lavoro

Ministero-Regioni sull'operatore socio sanitario

 

 

 

 

Ai Segretari Regionali UIL FPL

 

Ai Segretari Provinciali UIL FPL

 

Ai Coordinamenti Nazionali UIL FP

 

Ai Componenti del Coordinamento

 Nazionale Tecnica II

 

             

   LORO SEDI

 

Cari amici e compagni

 

Come sapete si è insediato in questi giorni presso la Direzione Generale delle Risorse Umane e delle Professioni Sanitarie il  tavolo Ministero – Regioni sulle problematiche connesse alla figura dell’operatore socio sanitario.

 

Insieme alla UIL FPL erano presenti all’incontro tutte le organizzazioni sindacali firmatarie del ccnl 2006 – 2090 del comparto, i rappresentanti del Migep, le Presidenti dell’Ipasvi e della Fnco.

Per la Commissione regionale, appositamente designata, erano rappresentate le regioni Veneto e Lombardia; mancavano la Campania e la Toscana.

 

Così come concordato con il nostro Coordinamento Professionale, abbiamo cercato di portare subito la discussione su un piano di concretezza, partendo dalla situazione attuale e individuando le criticità che sono andate evidenziandosi  nei quasi dieci anni trascorsi dall’accordo istitutivo.

 

I punti principali dai noi indicati come bisognevoli di attenzione sono i percorsi formativi, l’inserimento  nelle equipe assistenziali, le competenze, l’aggiornamento, il completamento dei percorsi di riqualificazione.

 

Abbiamo invece chiarito di  ritenere  sterile il ripetersi di dibattiti finalizzati a rimettere in discussione, ogni volta, l’esistenza stessa del profilo dell’operatore socio sanitario o a proporre radicali modifiche legislative quando sulla base dell’attuale regolamentazione non c’è stato ancora  il pieno dispiegamento delle potenzialità della figura e un suo omogeneo inserimento nei percorsi assistenziali.

 

A questo proposito ci è sembrato opportuno ricordare anche la vertenza unitaria che portò col ccnl del 2001 al riconoscimento contrattuale del profilo, scelta della quale riconfermiamo la validità e l’obiettivo, e i recenti lavori del Comitato Nazionale delle Scienze Infermieristiche ed Ostetriche che ponevano “l’inserimento degli operatori di supporto all’assistenza nelle equipe infermieristiche e/o ostetriche” al primo punto nelle linee per la riprogettazione  dell’organizzazione assistenziale nelle Aziende Sanitarie come elemento indispensabile “per superare una presa in carico infermieristica e ostetrica oberata a tutt’oggi da prestazioni improprie”.

 

 Abbiamo quindi auspicato che i lavori condotti al tavolo possano portare alla condivisione di linee guida che, nel rispetto delle prerogative e dell’autonomia delle scelte regionali, indichino criteri generali per il governo delle questioni più importanti.

 

Un primo giro di interventi di carattere generale sulle tematiche  professionali e organizzative si è svolto in un atmosfera abbastanza costruttiva, fatta eccezione per qualche sbavatura come l’esigenza che alcuni hanno avuto di rimarcare la prevalenza  della propria figura rispetto alle altre. Segnaliamo, invece, positivamente l’intervento della Presidente dell’Ipasvi che, con riguardo all’inserimento dell’operatore socio sanitario nelle equipe assistenziali, ha ricordato che  non tutta l’assistenza è assistenza infermieristica e che le prestazioni di assistenza di base assegnabili all’OSS devono trovare definizione in relazione alla complessità assistenziale.

 

Nel proseguimento dell’incontro la discussione si è quindi focalizzata sul tema della formazione. La nostra organizzazione si è espressa in ordine  all’opportunità di ridare un indirizzo e uniformità ai criteri formativi, troppo sfilacciati e frammentati  nelle varie impostazioni regionali e, purtroppo, non sempre come risposta ad apprezzabili  specifiche esigenze locali.

 

Abbiamo anche rappresentato alcune carenze in materia di qualità e controllo, specie quando i percorsi formativi sono stati affidati dalle regioni a soggetti privati. Gli aspetti critici sottoposti per questa parte all’attenzione del dibattito  sono stati sia la predisposizione di percorsi scarsamente qualificati, sia una programmazione delle persone da formare in numeri che vanno ben oltre le reali capacità di assorbimento del mercato.

 

Su questo ultimo punto abbiamo appreso che l’Antitrust starebbe maturando un orientamento contrario alla predeterminazione di tetti per l’accesso alla formazione; resta comunque, a nostro avviso, la necessità di trovare dei parametri che consentano almeno una correlazione dei flussi formativi ai fabbisogni reali,  soprattutto per non alimentare il precariato e lo sfruttamento degli operatori in particolare in alcuni settori del privato e del privato sociale.

 

Le nostre valutazioni sui temi della formazione hanno riscontrato una buona condivisione dei partecipanti. Segnaliamo in particolare l’intervento della rappresentante  della regione Veneto che dava conto della “riappropriazione” da parte del locale Assessorato alla salute delle prerogative  in materia di formazione, precedentemente delegate alla formazione professionale, proprio per ovviare alle criticità sopra evidenziate.

 

Segnaliamo inoltre di aver appreso che presso la regione Lombardia è già attivo un tavolo di confronto  con le OO.SS. sulle tematiche inerenti l’operatore socio sanitario, con il quale il tavolo nazionale potrà stabilire collegamenti per una reciproca sinergia. Siamo certi, quindi, che potremo avere in “anteprima” notizie sullo svolgimento dei lavori dai nostri dirigenti che vi prendono parte.

 

A conclusione di questo primo incontro le due tematiche che si sono evidenziate come centrali sono quella della formazione e quella dell’organizzazione dell’assistenza, anche se su quest’ultima il Ministero ha espresso qualche preoccupazione in ordine ai profili di competenza del tavolo.

 

Il primo impegno che ci si è dati è quello di procedere ad una verifica  rispetto agli obiettivi formativi dell’accordo Stato/Regioni del 2001 – attualità e realizzazione – ed alla possibilità di definire una “governance” della formazione dell’operatore socio sanitario. Le due regioni presenti si sono impegnate a fare da tramite con il più ampio consesso regionale per la raccolta dei dati necessari e per l’aggiornamento sui lavori svolti in sede ministeriale.

 

Un analogo impegno, ovviamente nella diversità del ruolo, riguarda anche la nostra organizzazione sia per l’acquisizione dei dati relativi alle situazioni locali che per l’interlocuzione  con le rispettive amministrazioni regionali sugli sviluppi che verranno via via realizzati al tavolo nazionale.

 

Nei prossimi giorni trasmetteremo una apposita scheda per raccordare a livello regionale la raccolta delle informazioni necessarie a svolgere al meglio il nostro compito, come sempre nell’interesse  degli operatori coinvolti e per il miglioramento della qualità dell’assistenza ai cittadini.

 

Fraterni saluti.

 

         Il Segretario Generale

        f.to Giovanni Torluccio