FEDERAZIONE MEDICI UIL FPL

COMUNICATO STAMPA

 

"OSSERVAZIONI SUI MODELLI SANITARI REGIONALI

E SUI CRITERI DELLA LORO VALUTAZIONE"

 

Sulla stampa di categoria ( e non ) compaiono spesso articoli sui modelli regionali della Sanità e sulla loro efficacia.

Prendo atto che è in atto una corsa alla differenziazione dei servizi sanitari tra Regioni che non condivido e molto spesso non ritengo giustificata, ma non è di questo che voglio trattare.

Voglio invece sottolineare come il giudizio e le analisi, specie quelli ufficiali da parte delle stesse Regioni, sui modelli sono prevalentemente basato su considerazioni economiche e politiche.

Meno spesso viene considerato la soddisfazione ed il gradimento dei cittadini.

Quasi mai viene considerato il gradimento e la soddisfazione del personale, dipendente e/o precario, ed in particolare della dirigenza sanitaria e medica.

Qualche indagine riguarda il rapporto medico-cittadino, ma più spesso ciò è riferito ai medici di famiglia.

Ritengo invece che l’opinione dei medici, dipendenti e convenzionati, sul modello di Sanità applicata nelle diverse Regioni sarebbe interessante visto che il medico eroga le prestazioni sanitarie che sempre più sono determinate dalle decisioni politiche ed amministrative assunte a livello regionale ed aziendale.

L’indagine dovrebbe essere estesa anche alle strutture private accreditate e alla residenze sanitarie per gli anziani sempre più strategiche nella nostra società per i compiti sempre più sanitari che si vanno assumendo.

Questi studi ed analisi dovrebbero anche indagare gli aspetti relativi al rispetto della normativa di legge e contrattuale che regola i rapporti di lavoro ed il rispetto della normativa in tema di sicurezza sul lavoro nelle strutture.

Temo che emergerebbe un quadro desolante perché è costante la disapplicazione di queste normative e pare che un recupero di legalità sia impossibile da realizzare vista la spinta all’autogestione.

Su questi temi si procede nell’autoreferenzialità e anche le istituzioni deputate ai controlli poca o nulla fanno specie nei confronti delle strutture pubbliche per il rispetto delle normative (vedi sicurezza e orario di lavoro-riposi).

La situazione è ancora peggiore nel settore privato e nell’assistenza agli anziani dove le Regioni hanno voluto lasciare grandi margini di discrezionalità alle istituzioni e agli imprenditori senza garanzie per il personale ed in particolare per i medici: in questo settore le Regione hanno creato una vera e propria destabilizzazione rispetto al recente passato quando per gli aspetti contrattuali c’erano maggiori certezze.

In questo settore una delle situazioni più incerte e confusa è quella della Lombardia dove i privati e le ex RSA vorrebbero applicare nuovi contratti peggiorativi.

Un altro punto di verifica dei modelli sanitarie regionali dovrebbe essere quello della quantità di personale medico addetto con riferimento alle prestazioni richieste sia di natura assistenziali sia burocratiche vista la forte spinta attuale delle Regioni ad un contenimento del numero degli operatori per motivi economici e di risparmio. L’impressione è quella che le Regioni stiano realizzando un utilizzo sempre più illegittimo del personale sanitario e medico in particolare raggiungendo, in alcuni casi, situazioni di vero e proprio sfruttamento. Ciò è grave anche perché aumenta di molto il rischio d’errori a danno dei malati, ma con ulteriore aumento del contenzioso risarcitorio.

Tale situazione è confermata con il tentativo delle Regioni di normalizzare i propri comportamenti con il rinnovo del contratto della dirigenza pubblica in corso di rinnovo in sede ARAN per gli aspetti relativi alla normativa europea e nazionale sull’orario di lavoro (D.Lgs. n.66/2003).

Su questi temi e sulla verifica dei modelli sanitari regionale lo Stato dovrebbe recuperare una funzione di controllo diretto attraverso il Ministero competente (quello della Salute non c’è più), ma anche attraverso le diverse istituzioni periferiche di controllo e vigilanza comprese le forze di Polizia e la Magistratura. Lo Stato deve verificare se i modelli regionali realizzano le finalità generali del Servizio Sanitario Nazionale ed il rispetto dei LEA anche attraverso un corretto rapporto ed utilizzo del personale e dei medici in particolare. Al momento questi controlli statali sono attuati dai Ministeri Economici con funzioni e scopi diversi di natura contabile, giusti anche se non rispettosi del rapporto medico-malato, ma inefficaci nell’indirizzare in positivo i modelli regionali ad una maggiore attenzione al personale che in Sanità è elemento fondamentale.

e in questi ultimi anni hanno impostato il rapporto con i propri medici in termini economici e di sfruttamento lavorativo come si è bene dimostrato nel corso delle trattative sul contratto nazionale in sede ARAN.

 

Dott. Francesco Falsetti

Presidente Nazionale Federazione Medici UILFPL

 

Roma 16 maggio 2008

****************************************

Ufficio Stampa UIL FPL

tel 06 86508250 fax 06 86508236

e mail:ufficiostampa@uilfpl.it

         medici@uilfpl.it